My sound - Arte Acustica

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My sound

 

Se di notte, mentre dormite, vi sentite chiamare tre volte, non vi allarmate sono le janas che vi hanno scelto.
Vi porteranno a vedere i tesori che custodiscono e se sarete onesti e non tenterete di rubare, sarete per sempre ricompensati,
altrimenti tutto quello che toccherete si trasformerà in cenere e carbone. Le janas sono un piccolo popolo,
sono minute, alte poco più o poco meno di un palmo, vestono di rosso vivo, hanno il capo coperto da un variopinto fazzoletto,
ricamato con fili d’oro e d’argento, e portano pesanti collane d’oro lavorato. Dicono che siano molto belle ed il loro corpo sia
evanescente, luminoso, a volte tanto luminoso da abbagliare. Chi le ha viste da vicino giura che la loro pelle
è delicatissima e che hanno lunghissime unghie capaci di scavare la roccia. Di giorno non escono mai, il sole, per quanto pallido,
le scotterebbe facendole morire. Qualcuno le chiama fate, qualcuno streghe, ma sono tutt’e due le cose, dipende solo da noi,
se le capiamo sono fate, se le cacciamo streghe…..
Oggi le janas sono diventate sempre più schive, dovete aspettare che siano loro a cercarvi.
Fate finta di dormire e ad occhi socchiusi le vedrete volteggiare sopra di voi.

(Il passo è tratto da Fiabe sarde, le Janas di Andrea Satta www.surbile.net)




Giorgio Todde
laurea in ingegneria,
libero professionista iscritto all'albo dei
tecnici esperti in acustica della Regione Sardegna,
imprenditore.



                                         

La passione per il mondo dell'hi-fi mi ha portato a voler soddisfare il desiderio di andare oltre il solito, in particolar modo nei confronti di quello che nella catena di riproduzione è a tutti gli effetti l'anello debole, l'elemento più perfettibile, il collo di bottiglia, quello che negli anni si è evoluto forse meno degli altri elementi, il diffusore acustico.
Lo sviluppo dell'idea che sta alla base dei diffusori dell'attuale produzione è durato circa sette anni, nel tempo libero da appassionato; il fine era assolutamente personale direi ludico, non vi era nessuna velleità commerciale e questo forse è stato un bene perchè mi ha permesso di fare delle scelte che sotto certi aspetti sono un po fuori dall'ordinario.
Sono partito dalla seguente riflessione: “ci sono produttori di elettroniche che investono ingenti risorse intelletuali e umane per poter eliminare quanto più possibile i componenti passivi nel percorso del segnale, ottenendo spesso dei risultati di assoluto rilievo, non considerando poi che tanto ben di Dio veniva dato in pasto al diffusore elemento pieno zeppo di componenti reattivi spesso anche di bassa qualità, quindi perchè non provare a fare a meno del crossover?”
I risultati ottenuti sono stati così incoraggianti che ho sviluppato un “concept” un progetto a 360 gradi, all'interno del quale sono state analizzate tutte  le tematiche che investono un progetto così complesso dalla meccanica delle vibrazioni all'acustica alla psicoacustica all'elettronica.
Progetto quindi multidisciplinare che ha richiesto molto studio, molta pazienza e forse perchè no anche un pizzico di “follia”.







 
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